DICONO DI NOI

“[…] Ommioddio, dove un’anziana divorata dalla solitudine è visitata da un alieno arrivato sulla Terra per godersi l’imminente fine del mondo. Un alieno che ha sembianze umane e che fa scattare, dopo le prime diffidenze, nella signora ottuagenaria, l’affetto di un nipote o di un figlio o di un amore giovanile. La paura iniziale dell’intruso, dell’invasore, del diverso, si trasforma in attesa del suo ritorno, nei pochi ultimi momenti felici. […] Una grande umanità, tenerezza, dramma esistenziale spruzzato di ilarità.”

[ Tommaso Chimenti – ilfattoquotidiano.it – 11/12/2015 ] http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/11/teatro-il-concorso-intransito-e-una-speranza-per-gli-under-35/2292601/

“Ommioddio. Un’esclamazione, un intercalare tutto attaccato, da dire tutto d’un fiato. In un secondo. In effetti riesce: lo stesso pensiero balena nel cuore dopo aver visto lo spettacolo di Francesca Franzè, promettente attrice bresciana. […] La drammaturgia di Serafini è un mix riuscito tra sottile ironia, elegante comicità ed un tocco di nostalgia. Il passato di Iole ci richiama al profondo sentimento genetico per lo scambio e la condivisione: l’empatia con un marziano, la voglia di parlare, di comunicare e di stare ad ascoltare sono il motore dell’essere umano, a qualunque età. Lo spettacolo Ommioddio sembra funzionare per un ben pensato connubio di cultura pop-trash televisiva, citazioni cinematografiche e risate intelligentemente richiamate. Ma non è così. Dopo le risa, quando si tira il fiato, lo sguardo e il pensiero vanno silenziosamente a posarsi sulla necessità ancestrale dell’uomo di non rimanere da solo.”

[ bresciainscena.com – 1/12/2015 ]